Escursioni in Valle d'Aosta

Escursioni e Trekking in Valle d'Aosta

Monte Creya (da: lastampa.it)

Monte Creya

17 Settembre 2015 francois.burgay 0 Comments

MONTE CREYA  – DESCRIZIONE ITINERARIO

Note caratteristiche: il Monte Creya è una vetta poco visitata sebbene sia un 3000 di facile accesso. Sarà che la maggior parte degli escursionisti preferisce fermarsi alle sottostanti miniere estrattive e che il dislivello è notevole, ma il panorama che si può ammirare dall’ampia vetta è invidiabile: Gran Paradiso, Grivola, Rutor, Monte Bianco, l’impressionante parete Nord del Picco Garin, il vallone di Grauson, il Cervino, il Monte Rosa e la Tersiva. Ma forse è proprio questa la bellezza di questa cima: un panorama meraviglioso riservato ai più temerari.

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ITINERARIO
Località di partenza: Cogne, Frazione Moline (1506 m.)
Come arrivare a…: Da Aosta si prende la SS26 in direzione di Courmayeur seguendo però le indicazioni per Cogne. Usciti da Aosta e passato l’abitato di Sarre, ad un semaforo si svolta a sinistra imboccando la SR45 diretta appunto a Cogne. Si attraversa il capoluogo e si procede fino ad entrare a Moline all’immediata periferia Est di Cogne. Si lascia la macchina a Moline e si esce dalla medesima frazione a piedi.
Dislivello: 1509 metri
Difficoltà: E
Tempo di percorrenza: 4h00
Segnavia: : 5 (da Moline fino al Monte Creya) – 9 (dalla miniera di Colonna a Montroz, ritorno) – 5A (da Montroz a Moline, ritorno)
Itinerario: Appena fuori dalla frazione Moline si noti una strada asfaltata che si diparte dalla SR45 a sinistra (presente cartello giallo in legno con su scritto “Colonna”). Si imbocca questa strada per poi deviare dopo pochi metri a destra dove sono stati collocati dei cartelli segnaletici del Parco Nazionale del Gran Paradiso Si prende questo sentiero e si inizia a salire con pendenza moderata sulle assolate pendici del Montsalet. Dopo poco si entra in un bosco e, a quota 1650 metri, si incontra un bivio: a sinistra si va a Montroz seguendo il sentiero 5A, mentre continuando dritti e rimanendo quindi sulla destra si prosegue per la miniera di Colonna. La salita alterna strappi piuttosto faticosi a falsipiani. Si procede nel bel bosco di conifere oltrepassando un corso d’acqua (1740 metri) e, successivamente, si ignora una seconda deviazione a destra (1812 metri – Sentiero 5D) . Usciti dal bosco (2090 metri) si fiancheggia la destra orografica di una profonda gola dove nel periodo tardo invernale e primaverile scorre il Torrente di Liconi. Da qui è già possibile vedere davanti ai propri occhi lo stabilimento minerario abbandonato di Colonna. Alla medesima quota occorre nuovamente ignorare un sentiero (5C) che si sviluppa da destra e che conduce a Taveronna per stare sulla sinistra sul sentiero 5. Da questo punto fino alla miniera (2350 m. – 2h00), che si raggiunge attraverso una salita piuttosto ripida e detritica nel tratto terminale, non vi sono altre segnalazioni da fare.
L’ingresso alla miniera è severamente vietato (sono numerosi i cartelli di divieto) per via del totale stato di abbandono dell’intera struttura; sono molte infatti le parti crollate e pericolanti.
Il nostro itinerario prosegue costeggiando la miniera verso destra seguendo l’indicazione 5B. Questo sentiero si abbandona subito al primo bivio che si incontra: si trascura la deviazione a destra (5B – Taveronna) per tenere la sinistra e continuare a costeggiare sul lato destro la miniera seguendo l’evidente traccia fino a sovrastare una Chiesa. Qui, 2440 m., vi è un ultimo bivio segnalato anche da paline segnaletiche: si trascura la traccia di sinistra che conduce a Montroz (la imboccheremo al ritorno) e si devìa a destra per risalire lentamente il Vallone di Liconi passando sotto il deturpante elettrodotto del Superphénix. La salita al Monte è eccezionalmente segnalata (il sentiero è stato recentemente ri-segnalato) e lungo il percorso si incontrano dei curiosi pannelli in legno incisi recanti la scritta: “I 1000 metri di dislivello del minatore: 900 m dsl” (2448 m.).
Si raggiunge il secondo sito estrattivo (Licony), un raro esempio di magnetite affiorante e terminano anche i “1000 metri di dislivello del minatore” segnalati dalla presenza di un ultimo cartello. Proprio all’altezza di questo segnale, il sentiero fa una deviazione non evidentissima verso destra. Se per i primi metri la traccia è scarsamente visibile, ritorna ad essere evidente dopo breve. Con ampi tornanti il sentiero risale con una pendenza mai eccessiva i dossi erbosi del vallone fino a raggiungere il margine inferiore della cresta del Monte Créya. Qui si piega quindi a destra e si risale senza difficoltà il largo crinale caratterizzato da rocce rotte e da detriti arrivando in vetta al Monte Créya (3015 m. – 4h00)
Discesa: per il medesimo itinerario di salita (2h00) oppure si può compiere una deviazione all’altezza del bivio di quota 2440 metri. Anziché deviare a sinistra, si svolta a destra verso i piloni discendenti dell’elettrodotto. Ci si lascia quindi alle spalle il giacimento di Colonna e si intraprende un largo sentiero (Segnavia 9 in direzione di Montroz) che, dapprima attraverso rocce calcaree (ricordano molto le Dolomiti), poi in un bosco di conifere, compie numerose svolte. A 2320 m. si ignora il sentiero che diparte da destra e che conduce a Gemillian (8D) continuando sul numero 9 (tenendosi sulla sinistra) che conduce a Montroz. Ancora 0h20 e si raggiunge il terzo sito minerario della nostra gita (Costa del Pino), abbandonato nel 1979. Lo si fiancheggia e si continua a scendere fino a raggiungere il deposito “Maison Blanche” (1842 m.) riconoscibile per la presenza di un binario che sale ripido sul versante della montagna. Lo si fiancheggia interamente, il che significa che in prossimità di una freccia gialla posizionata in cima ad un bastone rosso, non si continua a scendere nel bosco, bensì si devìa a destra, si salgono degli scalini (continuando a contornare la struttura della “Maison Blanche”) e si raggiunge una strada sterrata dove è collocata un’ulteriore palina segnaletica.
Si percorre tale strada quasi interamente per abbandonarla nelle immediate vicinanze di un ponte che permette l’attraversamento del Torrente di Grauson (1700 m.). Qui si noterà senza dubbio una traccia di sentiero che, molto evidente, si sviluppa alla vostra sinistra (presenza di paline segnaletiche, una delle quali indica il sentiero 5A per Moline, raggiungibile in 0h15). Purtroppo il sentiero giunti appena fuori dal bosco si perde. A questo punto occorre seguire una lievissima traccia di strada che scende in direzione di una presa d’acqua di colore bianco. Giunti a questo punto il sentiero ritorna ad essere più marcato e si sbuca su una strada asfaltata (Moline). Qui, per ricongiungersi al tracciato percorso all’andata, occorre deviare a sinistra.
Periodo consigliato: da Luglio a Settembre
Avvertenze & Note: : Itinerario che non presenta pericoli oggettivi.
Vetta straordinariamente panoramica e poco conosciuta. Notevole, oltre che la vista sui monti elencati nelle “Note caratteristiche”, la vista sul vallone di Grauson e sui laghi Money, Court, Conorna e su due dei tre Laghi di Lussert.
Ultimo aggiornamento: Lunedì 7 Settembre 2009

Cartografia: L. Zavatta – Carta dei Sentieri n°10 – 1:25000 – Escursionista Editore
Bibliografia: L. Zavatta – I Monti di Aosta, Cogne, l’Avic e Champorcher – Escursionista Editore – pp. 66, 67,68

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